L'arca delle bozze scartate
è il luogo ideale per lo scribacchino e lo scrittore,
per il poeta e la poetessa, il tesista e il paroliere,
il cantautore, l'autore, il commediografo e lo sceneggiatore,
o più banalmente per il furbastro mentitore,
che non riesce a beccare uno straccio d'ispirazione.
Perduto e inconsolabile nel proprio malumore
si accorge che trovarla è un'insperabile occasione.
L'arca delle bozze scartate,
se ci fai giusto un po' d'attenzione,
geostaziona a diecimila metri sopra la tua posizione.
Che tu sia in una classe oppure chiuso dentro a un ufficio,
steso su un prato rilassato o arreso e sfiancato alla tua scrivania,
puoi farti ispirare da ciò che prima era di qualcuno
ma che poi inspiegabilmente è stato buttato via.
Ci sono scritti fitti e densi affiancati a una pila di pensieri spersi,
aeroplanini di carta straccia di chi non aveva il coraggio di chiedere amore in faccia,
insomma dediche fugaci, e così pure insulti frustrati,
ma anche appunti, tanti, e numeri e simboli affastellati,
elenchi telefonici di contatti tutti sbagliati,
programmi radiofonici che non sono mai stati approvati,
progetti per un futuro migliore, più felice, da fare insieme,
e messaggi mai inviati per non dirle che le vuoi ancora bene.
C'è una sezione musicale, di note canticchiate con poca convinzione,
e spartiti promettenti di gruppi straconvinti e poi già spenti.
Ci sono ritmi latini, esaltanti e un po' tribali, canzoni epocali che non sono mai state reali,
ed esigenze urgenti e giovani, ma spente, per movimenti generazionali,
e ovviamente carte strappate di locandine in cerca di pubblico con almeno due denari.
E poi vabè... ci trovi scarabocchi, segnacci, bei pastrocchi,
mica solo dei bambini, ma di giovani e adulti fino pure ai più anzianotti,
e pure, se stai attento, ci trovi anche certi occhi!
e spesso cuori, interi molti, trafitti alcuni, soprattutto quelli rotti,
circondati di geometrie piramidali, in penna bic, agli angoli dei fogli
che come sacri altari della disattenzione ne portano silenziosamente i voti.
Oh... come mi manca quella bell'arca delle bozze scartate,
lassù dove i frutti del sovrappensiero maturano in attesa di farsi ascoltare.
Tomi e ripiani, scaffali e stanzoni a più e più piani
ricolmi di altrui dimenticanze che non avevano alcun valore.
Ma sai cosa ti dico, ora che qui mi ci ritrovo?
Che gli sforzi fatti ieri sono l'anima di ogni nuovo lavoro.
Ed è qui che ho ritrovato l'arca bella di cui racconto,
tra le pagine scartate di un quadernetto mezzo rotto.
Lei è sempre lì, come una mappa che promette oro,
e non sapevo di averla in tasca perché convinto che il meglio è solo il nuovo,
E ora, che anche tu sai come arrivarci in questo posto che ti fa prendere il volo,
torna indietro alle tue bozze, e scava, perché là sopra c'è un tesoro.